Il Crocchio, come narra in eleganti versi latini illetterato cropanese Francesco Grano, entra pure a buon titolo a far parte della mitologia classica.
Il suddetto letterato descrive secondo la tradizione locale come "Aroca" fosse in origine “una bellissima Ninfa”, la quale, disprezzando gli amori pastorali, si dedicò a quelli della caccia tanto cari ad Artemide. Avvenne dunque, che, mentre ella vagava per le campagne in cerca di fiere, un pastore, spinto da sfrenata passione verso questa leggiadra ninfa, la violentò. Il sole fu commosso dalla sventura capitata alla ninfa, che rimase da allora inconsolabile, e la trasformò nel limpidissimo fiume, il quale da allora ricevette il nome di "Ninfa Aracha". Il pastore però non rimase senza castigo, perché le altre ninfe, avendo saputo dell'infelice sorte capitata alla compagna, convenute assieme, uccisero questi a colpi di pietre. Le pietre che colpirono il pastore furono tanto numerose, che il luogo dove avvenne la lapidazione fu chiamato "Petrara": "Quod locus ostendit lapidosus, qui modo ab illo Petrari aeternum servat per saecula nomen"» (1)
(1) Cfr. F. Grano, "De situ laudibusque Calabriae, daeque Arochae Ninphae Metamorfosi poema", Roma 1570.