San Marco è il simbolo di Venezia. Ma non tutti sanno che le sue sacre reliquie giunsero salve nella città lagunare anche grazie ai calabresi. Più precisamente grazie agli abitanti di Cropani. La tradizione agiografica locale vuole, infatti, e lo riporta anche padre Fiore nel suo "Della Calabria Illustrata", che nell'anno 831 alcuni mercanti veneziani trafugarono ad Alessandria d'Egitto, dove San Marco era morto, il corpo dell'evangelista. Ma durante la via del ritorno verso Venezia, la nave sulla quale erano imbarcati si trovò nel mezzo di una furiosa tempesta che la colse nel Golfo di Squillace, naufragando poi proprio nei pressi di Propani. Gli abitanti del paese accolsero e rifocillarono i naufraghi e si prodigarono affinché potessero riprendere il loro cammino. I veneziani in segno di gratitudine per l'accoglienza ricevuta, decisero così di lasciare a Cropani una piccola reliquia del santo, la rotula del ginocchio destro dell'evangelista.
La reliquia venerata da allora, si vorrebbe conservata in un'urna nella Cappella di Santa Rita, posta nella Collegiata dell'Assunta di Cropani. Osservando lo stemma sul portale della Chiesa di Santa Lucia, a Cropani, oltre ai simboli del paese, i tre fiori stilizzati, è visibile il Leone di San Marco che comproverebbe così l'antico legame che unisce nel nome di San Marco i cropanesi con Venezia.